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mutui: la scelta fra tasso fisso e variabile

La Banca d’Italia ha pubblicato una guida dal titolo “Comperare casa” che contiene molte indicazioni utili a chi si appresta a fare un investimento per la vita. Secondo gli ultimi dati dell’Associazione bancaria ( Abi), il tasso medio d’interesse sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni che era del 5,72 a fine 2007 è sceso prima a 3,95 nel 2012 e all’1,97 del settembre 2017. La seconda osservazione è che due persone su tre scelgono i mutui a tasso fisso per un importo del finanziamento che ammonta a circa l’80% del valore dell’immobile stabilito in base alla perizia di un tecnico indipendente. Il tasso fisso, osservano i tecnici, è scelto da chi teme che possa salire nel corso del tempo e vuole essere certo fin da subito che gli importi delle rate restino sempre uguali. La banca però in cambio applica condizioni più onerose rispetto a mutuo a tasso variabile calcolato sulla base di un parametro di riferimento stabilito sui mercati che di solito è l’Euribor. Il numero delle rate da pagare (compreso di capitale e interessi) dipende dalla somma totale e dagli anni in cui si restituisce il mutuo.

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