caldaie: la differenza fra i controlli periodici e quelli di rendimento energetico

Dallo scorso anno sono cambiate alcune modalità di controllo sugli impianti termici, come caldaie e condizionatori fissi, che devono essere periodici, ed eseguiti da parte di manutentori qualificati. Sono esclusi solo gli apparecchi di climatizzazione quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; ma se la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi (fissi) al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW anche questi sono considerati impianti termici. Le norme distinguono controlli periodici e le eventuali manutenzioni ai fini della sicurezza, e i controlli di rendimento energetico. E’ necessario fare riferimento alle istruzioni d’uso e manutenzione che l’installatore deve fornire al proprio committente. I controlli sugli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, e per la preparazione dell’acqua per usi igienici e sanitari, sono disciplinati a livello nazionale. Per gli stessi impianti termici, se superiori alle soglie di potenza specificate alla faq 7, si eseguono anche controlli di efficienza energetica periodici. I controlli di rendimento energetico sono obbligatori per gli impianti di climatizzazione invernale (riscaldamento) di potenza termica utile nominale a partire da 10 kW e per gli impianti di climatizzazione estiva (condizionamento) di potenza termica utile nominale a partire da 12 kW.

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