Case e città del futuro, tra architettura e raccolta differenziata

Dalle borse componibili al composter o al compattatore a uso domestico; dai modelli di raccolta rifiuti condominiale alle ecostation fino ai cassonetti a scomparsa pensati per il quartiere. E tra le soluzioni più innovative il sistema pneumatico per i condomini, che combina canne di caduta con un meccanismo ad aria compressa per trasportare il rifiuto sotto terra fino a un centro di raccolta. Un mix di innovazione, tecnologia e design pensati per ottimizzare la gestione dei rifiuti nel rispetto, tra le altre cose, della sicurezza e del decoro. Sono i nuovi progetti per la città del domani proposti sulla base delle best practice analizzate nell’ambito dello studio Atlas, sviluppato da Stefano Boeri Architetti e Comieco, per approfondire il dialogo tra una buona ed efficiente gestione dei rifiuti e l’architettura, ovvero una progettazione di ambienti che tenga conto dei problemi estetici e di spazio legati alla raccolta differenziata. “L’abitare del futuro non può prescindere dal tema della gestione e dello smaltimento dei rifiuti. Una necessità che va ripensata e integrata nella realtà domestica come un passo essenziale, nell’ottica di un approccio olistico alla sostenibilità”, osserva l’architetto Stefano Boeri. Tre gli ambiti che descrivono i campi di intervento della ricerca selezionati in base al luogo in cui si gestisce la raccolta differenziata e al numero di persone coinvolte: la cucina, dove i materiali sono separati, il condominio, in cui i rifiuti vengono raccolti collettivamente, e il quartiere, dove il rifiuto è ritirato e destinato alle fasi successive. Ciascuno di questi ambiti è stato analizzato secondo criteri di igiene, decoro, accessibilità, sicurezza e disturbo acustico”.

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