Donare la casa ai figli conviene? Chi può farlo e quanto costa

Intestare la casa ad un figlio minorenne non è una pratica così rara, anzi, sta diventando sempre più ricorrente in caso di genitori che si separano. In molti casi l’uomo che lascia l’abitazione alla moglie e al figlio preferisce intestarla a quest’ultimo come contropartita per l’assegno di mantenimento. C’è anche chi dona la casa ai figli per metterla al sicuro da eventuali creditori in caso di debito, o chi lo fa anticipando le proprie volontà testamentarie, così da evitare tasse di successione e litigi tra gli eredi. Infine c’è chi vuole semplicemente fare un gesto di altruismo: come nel caso del padre che intende garantire un futuro certo al proprio figlio e magari un’abitazione per quando si sposerà. Ricordiamo che la procedura descritta vale soltanto per i figli che non hanno compiuto 18 anni, per i maggiorenni l’atto segue le regole tradizionali previste negli acquisti tra privati. Essendo la donazione un contratto a tutti gli effetti, è necessaria una manifestazione di consenso da parte dei firmatari. Nel caso della donazione a un minore, essendo questi incapace di agire e di manifestare la propria volontà, al posto suo l’accettazione dovrà essere fornita dal giudice tutelare. Proprio per questo, prima di intestare una casa a un figlio minore, occorre presentare un ricorso in tribunale, nella cancelleria del giudice tutelare, e chiedere di essere autorizzati alla donazione, manifestando tutti i vantaggi che per il bambino. Dopo aver presentato la richiesta il giudice valuta se concedere o meno l’autorizzazione. Un procedimento che nella maggior parte dei casi si svolge in maniera rapida. Dopo questo si passa all’appuntamento dal notaio per la firma del rogito. Per la donazione sarà necessaria la presenza di due testimoni, che di solito vengono procurati dallo stesso studio notarile. Non tutti lo sanno, ma quando si dona una casa ad un figlio non ci sono tasse di donazione da pagare, a meno che l’immobile non abbia un valore superiore al milione di euro. In quel caso si paga il 4% sull’eccedenza del valore. Le cose cambiano se la casa viene donata da uno zio ad un nipote, in quel caso l’imposta sull’eccedenza sarebbe del 6%, mentre per gli estranei è dell’8%. Esistono però le imposte di registro e catastali, nonché l’onorario del notaio.

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