Edilizia ed energia in Sicilia: il flop degli incentivi

I siciliani non credono negli investimenti sulla casa. Lo conferma lo stato attuale del patrimonio edilizio che registra otto Attestati su dieci di Prestazione Energetica (Ape) nelle ultime tre fasce dell’efficienza (dati del portale siciliano dell’Energia) e l’importo in detrazione nelle dichiarazioni dei redditi, dal 2011 al 2017 (anni d’imposta 2010-2016), per il recupero edilizio e il risparmio energetico che è stato pari a poco più di 300 euro per abitazione (309 euro), un terzo in meno del dato nazionale, che ha superato di poco il migliaio di euro, e secondo peggiore tra tutte le Regioni, con la sola Calabria che scivola ancora più in basso a 232 euro. I numeri arrivano dal Servizio studi della Camera che, in collaborazione con l’istituto di ricerca Cresme, ha redatto il dossier “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione”. I siciliani si sono espressi: il patrimonio edilizio può restare quello di un tempo. Dei 34 miliardi di euro portati complessivamente in detrazione, tra il 2011 e il 2017, per interventi di recupero edilizio e risparmio energetico dagli italiani, gli isolani si sono accontentati di appena 886 milioni di euro, persino meno delle piccole Marche (circa un miliardo), ma anche in ritardo rispetto ad altre regioni meridionali come Puglia e Campania che hanno superato entrambe il miliardo. La quota siciliana sul totale nazionale vale appena il 2,5%, distante anni luce dalla rivoluzione che sta avvenendo in altre Regioni come la Lombardia, che da sola traina 8,2 miliardi di detrazioni.

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