Il governo punta ad abolire la Tasi

Le polemiche su flat tax, 80 euro e cuneo occupano questa fase di riscaldamento del cantiere fiscale della manovra. Ma la maggioranza — scrive Il Sole 24 Ore — lavora anche a un ricco capitolo dedicato alle tasse locali, in cui dominano inevitabilmente le imposte sul mattone. Sul tema è scoppiata la solita battaglia fra i due partiti di governo. Il tutto punta a confluire in legge di bilancio, con due obiettivi che provano ad andare a braccetto. Il primo, contenuto nel testo originario, è di semplificare drasticamente il quadro, oggi affollato da oltre 250mila aliquote locali, per far partire davvero il modello pre-compilato, promesso dal 2011 ma mai attuato. In pratica, ai proprietari di seconde case, negozi e capannoni sarebbe messo a disposizione il modulo già pronto con gli importi da pagare, chiudendo l’epoca delle ricerche più o meno affannose fra le delibere locali. Ma ora si punta più in alto, e si preme per l’abolizione della Tasi. L’idea piace per il suo rapporto costi/benefici: con 1,1 miliardi, cioè una cifra non facile da trovare ma infinitamente più modesta di quelle che circondano le altre proposte fiscali, si potrebbe abolire tout court un’imposta. Per riuscire nell’impresa bisogna però anche evitare che l’Imu vada a coprire gli spazi lasciati liberi dalla Tasi. Il pericolo è nel meccanismo cervellotico della doppia imposta. La somma di Imu e Tasi non può superare il 10,6 per mille (11,4 in casi particolari); un Comune, quindi, può oggi applicare il 9,6 per mille di Imu e l’1 per mille di Tasi. Cancellare quest’ultima lasciando libera la leva fiscale — continua Il Sole 24 Ore — rischia di non produrre effetti, perché il Comune potrebbe alzare l’aliquota Imu per compensare la mancata Tasi. Per questo si studia una clausola che lasci ai sindaci solo lo spazio fiscale al netto della Tasi attuale. I Comuni che hanno una Tasi all’1 per mille, in pratica, non potrebbero far salire l’Imu oltre il 9,6. In generale: oggi i Comuni possono arrivare al 10,6 per mille, domani invece il tetto sarebbe del 10,6 per mille meno la quota oggi utilizzata per la Tasi (se un Comune ha l’8 per mille di Imu e l’1,5 di Tasi, potrebbe far salire l’Imu fino al 9,1 per mille, cioè 10,6 meno 1,5).

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