Le aree scoperte demaniali affidate in concessione sono soggette al pagamento di Ici e Imu

Le aree scoperte demaniali affidate in concessione sono soggette al pagamento dell’Ici e dell’Imu. Si tratta di unità immobiliari autonome potenzialmente produttive di reddito. Non possono, infatti — scrive Italia Oggi — essere inquadrate catastalmente nella categoria E, tra gli immobili esenti, poiché queste aree hanno un’autonomia funzionale e reddituale e sono indispensabili al concessionario di beni demaniali per lo svolgimento della sua attività. Questo importante principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione, con l’ordinanza 10287 del 12 aprile 2019. Gli Ermellini hanno accolto le tesi del Comune di Genova (difeso dall’avvocato Sara Armella) che ora incasserà 2 milioni di euro per 5 annualità di Imu arretrate, oltre agli interessi. Per i giudici di legittimità, «le aree scoperte di un terminal portuale, destinate all’esercizio di un’attività imprenditoriale, come nella specie, e produttive di reddito, costituiscono unità immobiliari imponibili ai fini Ici». Naturalmente, la stessa regola è applicabile all’Imu. Del resto le aree cosiddette «scoperte», secondo la Cassazione, non sono classificabili in categoria E poiché sono indispensabili «al concessionario di aree demaniali per lo svolgimento della sua attività».

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