Mutui: il tasso fisso paradossalmente più conveniente dopo la BCE

Niente rialzo dei tassi in estate. Lo si era capito già da qualche mese, ma il sigillo dell’ufficialità sul rinvio della prima stretta monetaria dal 2011 nell’Eurozona è arrivato quando la Bce ha annunciato che i tassi rimarranno stabili almeno “fino alla fine dell’anno”, cioè fino a 4-5 mesi in più rispetto a quanto lasciassero prevedere i comunicati dell’istituto dal giugno scorso. Inoltre — scrive il sito Investireoggi.it — verrà attuato un nuovo ciclo di aste T-Ltro, prestiti mirati per le banche dell’area e a sostegno del credito all’economia reale, a partire dal prossimo settembre e fino al marzo 2021 con cadenza trimestrale. La reazione dei mercati è stata duplice: giù i rendimenti dei bond, ma anche i titoli bancari in borsa.Mutui casa in banca più economici, nonostante lo spread: ecco perché c’entrano i bondLo spread BTp-Bund a 10 anni si è mantenuto stabile in area 249-250 punti base, ma solo per effetto del contestuale tracollo dei rendimenti tedeschi, che ha compensato il calo di quelli italiani, passati dal 2,61% al 2,57%. Sulla scadenza a 2 anni, i rendimenti dei BTp sono scesi dallo 0,27% allo 0,24%. Pertanto, il differenziale tra decennali e biennali si è tenuto anch’esso stabile sui 233-4 bp. Quest’ultimo spread è quello che le banche tengono sotto controllo per osservare la minore o maggiore convenienza a erogare prestiti, tra cui i mutui per l’acquisto di una casa. Le banche sono solite prendere a prestito denaro dalla clientela a breve e prestarlo a lungo termine. Pertanto, risentono negativamente della riduzione delle distanze tra rendimenti a lungo e quelli a breve, in quanto si restringono i margini d’interesse.

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