Occupazioni, il Viminale frena sugli sgomberi: “Prima le alternative”

Novanta giorni di sospensione, prorogabili fino a un anno, per trovare le alternative alloggiative per i “soggetti in situazione di fragilità”. Il cosiddetto ‘decreto Salvini’ su sicurezza e immigrazione uscito modificato dal Senato, che lo ha approvato con voto di fiducia, frena la linea dura sugli sgomberi promessa dallo stesso ministro dell’Interno in tema di occupazioni. L’inasprimento delle pene da due a quattro anni per chi occupa resta, ma il nuovo testo consegna nelle mani dei prefetti e degli enti locali coinvolti la possibilità di congelare le operazioni per trovare delle alternative abitative.  Il nuovo testo, del resto, sembra ricalcare ciò che nei mesi che sono seguiti alla ‘circolare Salvini’ e poi all’introduzione del decreto è già accaduto nei fatti nella Capitale dove, nonostante gli annunci del ministro, è stato effettuato un solo sgombero in via Costi. Per un’altra operazione, in via Carlo Felice, ha invece prevalso il dialogo tra Regione e Comune che si stanno coordinando nel tentativo di trovare alternative alloggiative alle famiglie residenti nell’immobile facendo di fatto slittare lo sgombero. Alla maggior parte dei nuclei che vivono al suo interno è stato riconosciuto il diritto a un alloggio alternativo. Uno specchio della situazione presente in quasi tutti gli immobili occupati da famiglie in emergenza abitativa, molti dei quali ospitano un numero di persone di gran lunga superiore rispetto al palazzi di Bankitalia.  Le modifiche al decreto apportate dal Senato nel maxi-emendamento introducono proprio la possibilità di rimandare un’operazione per tutelare “soggetti in situazione di fragilità che non sono in grado di reperire autonomamente una sistemazione alloggiativa alternativa”. A deciderlo è il prefetto che ha il compito di istituire una cabina di regia che convolge gli enti locali interessati e quelli competenti in materia di edilizia residenziale pubblica. La cabina ha novanta giorni di tempo per trovare una soluzione. Una scadenza non tassativa, anche se dal Viminale fanno sapere solo “in casi eccezionali”, dal momento che al termine di questi tre mesi il prefetto può decidere di differire ulteriormente lo sgombero fino a un massimo di un anno. In Senato è stata trovata anche la quadra per difendere il Viminale da milionarie cause per risarcimento avanzate dai proprietari degli immobili occupati, come già accaduto a Roma per l’ex fabbrica Fiorucci sulla Prenestina, oggi sede di abitazioni per senza casa e del Museo dell’Altro e dell’Altrove, e di un altro immobile in via del Caravaggio nel quale vivono centinaia di persone in emergenza abitativa. Il decreto introduce una procedura di indennizzo che, se rispettata, “esonera il ministero dell’Interno ed i suoi organi periferici dalla responsabilità civile e amministrativa per la mancata esecuzione di provvedimenti di rilascio di immobili abusivamente occupati, qualora la stessa sia dipesa dall’impossibilità di individuare le misure emergenziali e la necessità di assicurare la salvaguardia della pubblica e privata incolumità”. Ai proprietari resta la possibilità di essere risarciti dal prefetto con “un’indennità onnicomprensiva per il mancato godimento del bene” in una misura determinata dallo stato dell’immobile e dalla durata dell’occupazione. Non solo. Il nuovo decreto tira in ballo anche le responsabilità dei proprietari, ovvero “dell’eventuale fatto colposo del proprietario nel non avere impedito l’occupazione”. L’indennità “è riconosciuta a decorrere dalla scadenza del termine di novanta giorni e non è dovuta se l’avente diritto ha dato causa o ha concorso a dare causa con dolo o colpa grave all’occupazione arbitraria”. Per versare queste indennità, il decreto istituisce un Fondo con una dotazione iniziale di 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2018.

 SOLO CASACONSUM PROTEGGE LA TUA SPESA E LA TUA FAMIGLIA

 

Altri Articoli