Prezzi alti e redditi bassi: sempre più difficile comprare casa ai figli

Redditi bassi e prezzi alti mettono in crisi le famiglie italiane che non riescono più a comprare la casa ai figli. Per le famiglie la prerogativa è risparmiare per poter acquistare casa ai figli ma con l’erosione dei salari sembra una promessa sempre più difficile da poter mantenere. Il confronto con il passato è impietoso, rileva il sito Investireoggi.it. A fare il punto della situazione è l’indagine dell’Ipsos “Il Welfare familiare – Un’analisi delle famiglie italiane” in cui è emerso che se negli anni ‘70 coloro che ricevevano in regalo la casa dai genitori o parenti era del 46%, ad oggi la quota è arrivata al 19%. Una curva che è inesorabilmente scesa passando dal 36% negli anni ‘90 e fino al 30% nei primi anni 2000 e i tristi dati di oggi. Con la crisi, insomma, sempre meno famiglie possono permettersi di comprare casa ai figli o lasciarla in eredità. Secondo Stefania Conti, l’analista dell’Ipsos, “gli italiani continuano a risparmiare ma l’apporto di genitori e nonni all’acquisto della casa per figli e nipoti è sempre meno significativo, perché non è sufficiente. L’aiuto è diventato più ricorrente, e più quotidiano. Anche i nonni quando possono danno magari un contributo una tantum, al bisogno, non necessariamente fisso”. In base ad una recente indagine di Tecnocasa, poi, per comprare un appartamento di medie dimensioni in una grande città occorrono 6,2 annualità mentre 10 anni fa, in piena bolla immobiliare, ne servivano 9. Il confronto con il passato, poi, appare impietoso visto che negli anni ‘60 per acquistare un appartamento di 90 metri quadri in una grande città come Milano o Roma bastavano addirittura 1,5 annualità. Vien da sé che ormai risparmiare è sempre più difficile e solo le famiglie che hanno redditi alti riescono ad aiutare in maniera significativa i figli.

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