Privatizzare il trasporto pubblico? i romani votano domenica 11

Domenica 11 novembre i cittadini romani sono chiamati ad esprimere il loro parere nel referendum comunale consultivo sul destino di Atac, l’azienda per la mobilità di Roma Capitale. Il referendum è stato promosso da Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani, per mettere a gara il servizio dei trasporti della capitale, da sempre oggetto di polemica sia per quanto riguarda carenze e disfunzioni quotidiane sia per quanto riguarda il bilancio disastroso dell’azienda. Sul sito del comitato promotore “Mobilitiamo Roma” le motivazioni del referendum: “L’Atac non funziona ed è stata usata da tutte le amministrazioni di destra e di sinistra come bacino clientelare per ottenere voti. Occorre mettere a gara il servizio affidandolo a più soggetti, rompendo il monopolio e aprendo alla concorrenza. Le gare stimolano le imprese, pubbliche o private che siano, a comportarsi in modo virtuoso, e l’apertura alla concorrenza introdurrebbe anche forme più moderne e innovative di trasporto”. Carlo Verdone in un video sulla pagina Facebook Mobilitiamo Roma si è rivolto ai cittadini di Roma invitandoli ad andare a votare.

quesiti del referendum consultivo sono due. Il primo: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”. Il secondo: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.

Si voterà domenica 11 novembre dalle 8 alle 20 nei seggi normalmente usati per le elezioni politiche. L’elettore dovrà presentare un documento di identità e la propria tessera elettorale che però non sarà timbrata dagli scrutatori come avviene per le altre consultazioni elettorali. All’elettore saranno consegnate due schede di colore diverso, una per ciascun quesito. Si vota mettendo una croce sul sì o sul no. Lo spoglio inizierà alla chiusura delle urne. Essendo un referendum consultivo è valido se il quorum supera il 33 per cento degli aventi diritti al voto, a differenza di quello abrogativo in cui occorre la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Servono almeno 800mila voti. Sia che vinca il NO, sia che vinca il SI’, il risultato della consultazione non ha effetti diretti, trattandosi di un referendum consultivo. Se vince il SI’, comunque l’amministrazione comunale dovrebbe tenere conto delle richieste avanzate dai cittadini per aprire un dibattito sulla messa a gara il servizio dei trasporti della capitale.

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