Ristrutturazione del bagno e sostituzione dei sanitari: quali bonus fiscali

La ristrutturazione del bagno, così come di altre stanze della casa, dà diritto a bonus fiscali. Prima di tutto — spiega il sito Investireoggi.it — bisogna chiarire che cosa si intende per ristrutturazione. Non è sufficiente all’uopo la mera sostituzione dei sanitari per parlare di ristrutturazione bagno. Perché si possa parlare di manutenzione straordinaria, la ristrutturazione del bagno deve includere anche la sostituzione di tubature, impianti e del massetto. In queste ipotesi sarà richiesta anche la CILA. In tal caso si ha diritto al bonus ristrutturazioni al 50%, come avviene regolarmente per i lavori in altre stanze della casa. Se, dopo i lavori, si cambiano i sanitari, si potrà far rientrare la spesa nel bonus mobili. Ricordiamo in questa sede che la ristrutturazione del bagno deve rispettare i parametri di cui al Dm 5 luglio 1975, tra i quali ad esempio l’altezza minima e l’areazione adeguata. Ciò significa che chi realizza un bagno nuovo o modifica quello esistente dovrà regolarsi sulle dimensioni. Alcuni regolamenti ammettono la possibilità di fare bagni ciechi a patto che ci sia ventilazione meccanica forzata per il riciclo dell’aria. Se, invece, il proprietario si limita a sostituire sanitari e i rivestimenti, allora si tratta di interventi di manutenzione ordinaria che rientrano nell’ambito delle attività di edilizia libera e per i quali non è necessaria alcuna autorizzazione.

 CONTRATTO COLLETTIVO COLF E BADANTI: CHIEDI CONSIGLIO A EBILCOBA, SOTTOSCRIVI IL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO INSERENDO IL CODICE E1 NEI VERSAMENTI INPS

Altri Articoli