Rapallo vuol dare la residenza a chi vive sulla barca

La residenza? È al Porto Carlo Riva di Rapallo (Genova). Con numero civico, diciamo così, il codice alfanumerico del posto barca. Proprio così: perché il Porto Carlo Riva e il Comune di Rapallo — scrive il Secolo XIX — stanno lavorando per dare la possibilità – come prima città e primo porto turistico, in tutta Italia – di far valere la residenza in barca, per chi dall’estero vuole venire a vivere (e a versare le tasse) in Italia. Il quadro normativo di riferimento, è la legge di bilancio 2017 che ha introdotto la una “flat tax” per chi, vivendo da anni all’estero («per un tempo almeno pari a nove periodi di imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio di validità dell’opzione», è lo status obbligatorio), decide di trasferire la residenza in Italia. La tassa forfettaria è di 100 mila euro l’anno per chi si trasferisce più 25 mila euro per ciascun membro famigliare. A livello nazionale, sulla “flat tax” ci sono stati dibattiti e pareri contrastanti. Però, venendo nello specifico della proposta che parte da Rapallo: l’obiettivo, qui, è attirare gli stranieri che hanno già un’imbarcazione e che potrebbero prendere la residenza al Porto Carlo Riva. Marina Scarpino dal 1981 dirige il Porto Carlo Riva. È stata lei ad avere l’idea, subito abbracciata dal sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco.

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