Giurisprudenza 

La Sentenza della Corte Costituzionale n.128/2021 in tema di proroga della sospensione delle esecuzioni immobiliari

È illegittima la seconda proroga (dal 1° gennaio al 30 giugno 2021) della sospensione di ogni attività nelle esecuzioni aventi ad oggetto l’abitazione principale del debitore. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza 128 depositata in data 22.06.2021 (redattore il giudice Giovanni Amoroso) pronunciandosi su questioni di legittimità sollevate dai Tribunali di Barcellona Pozzo di Gotto e di Rovigo relative all’articolo 13, comma 14, del decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183 (cosiddetto “milleproroghe”). Rimandando, per ragioni di spazio, alla lettura della sentenza in ordine alle motivazioni delle questioni…

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Giurisprudenza 

ACCESSO ATTRAVERSO IL MURO PER COLLEGARE UN IMMOBILE ESTRANEO AL CONDOMINIO

La circostanza di essere proprietari di più unità immobiliari richiede, talvolta, la necessità di un contatto tra le stesse (per i più svariati motivi), tuttavia, riesce difficile spiegare al relativo titolare che tale iniziativa, qualora coinvolga un bene comune (segnatamente, il muro perimetrale) ed il collegamento interessi porzioni site in distinti condominii, sia possibile solo a determinate condizioni. In quest’ordine di concetti, si inquadra una fattispecie decisa, di recente, dalla Corte di Cassazione (sent. n. 32437 dell’11 dicembre 2019), che ha registrato come contendenti un noto hotel di Venezia ed…

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Giurisprudenza 

PER LA CASSAZIONE AL RAPPORTO TRA AMMINISTRATORE E CONDOMINIO SI APPLICANO LE NORME SUL MANDATO E NON SUL CONTRATTO D’OPERA.

“Il contratto tra l’amministratore e la compagine condominiale non costituisce prestazione d’opera intellettuale; infatti, in caso di revoca, si applicano le regole del mandato”: lo ha stabilito la Sezione II Civile della Cassazione, con l’ordinanza 19 marzo 2021, n. 7874. Il caso sottoposto al vaglio della Suprema Corte era il seguente: all’amministratrice di uno stabile veniva revocato il mandato prima della scadenza in forza di una specifica delibera assembleare; la professionista agiva in giudizio per ottenere il corrispettivo dovutole oltre al risarcimento del danno ed il tribunale le riconosceva il saldo del…

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Giurisprudenza 

È VALIDA LA CLAUSOLA CHE ESCLUDE IL DIRITTO DEL CONDUTTORE ALL’INDENNITA’ PER I MIGLIORAMENTI APPORTATI ALL’IMMOBILE LOCATO

Con una recente sentenza (n. 5968 del 3 marzo 2020), la Cassazione ha ribadito il principio secondo cui la clausola del contratto di locazione, che esclude la corresponsione al conduttore di un’indennità per i miglioramenti apportati all’immobile locato, non deve considerarsi limitativa della responsabilità del locatore ai sensi dell’art. 1229 c.c., perché non incide sulle conseguenze della colpa o dell’eventuale inadempimento di quest’ultimo, bensì sul diritto sostanziale all’indennità prevista, con norma derogabile, dall’art. 1592 c.c. Con la sentenza impugnata in sede di legittimità, la Corte d’Appello – per quel che…

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Giurisprudenza 

MORTE DELL’ASSEGNATARIO E SUBENTRO NELLA LOCAZIONE DELL’ALLOGGIO DI EDILIZIA POPOLARE

Con una recente ordinanza (n. 34161 del 20 dicembre 2019), la Cassazione ha offerto chiarimenti interessanti in una fattispecie abbastanza frequente nelle locazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, allorquando si verifica il decesso dell’assegnatario e gli eredi invocano il diritto a subentrare in luogo di quest’ultimo nel godimento dell’appartamento, a fronte del pagamento di un canone assai ridotto. Al riguardo, va premesso che gli obiettivi dell’edilizia residenziale pubblica sono perseguiti, nel nostro ordinamento, essenzialmente su due fronti: per un verso, viene incentivata la proprietà privata degli alloggi, in applicazione…

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Giurisprudenza 

IL REGOLAMENTO NON PUO’ ABBREVIARE IL TERMINE PER IMPUGNARE LA DELIBERA

Con una recente ordinanza – n. 19714 del 21 settembre 2020, prontamente segnalata dall’avv. Bardanzellu in questa Rivista, 2020, fasc. 11, 26 – la Cassazione ha ritenuto nulla la clausola del regolamento di condominio, anche se di natura contrattuale, che stabiliva un termine di decadenza di quindici giorni per chiedere all’autorità giudiziaria l’annullamento delle delibere dell’assemblea, atteso che il penultimo comma dell’art. 1138 c.c. vieta che, con norme regolamentari, siano modificate le disposizioni relative alle impugnazioni delle deliberazioni condominiali di cui all’art. 1137 c.c. La sentenza, posta all’esame dei giudici…

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Giurisprudenza 

Tabelle millesimali e condominio parziale

Nell’ipotesi che in un condominio parziale la maggioranza dei condomini ha approvato a maggioranza le tabelle millesimali cio’ deve essere considerato valido. Lo ha stabilito una recente sentenza del Tribunale di Roma, 23 febbraio 202i, sottolineando che non è necessaria l’unanimità dei consensi, anche nell’ipotesi che le stesse tabelle  siano allegate al regolamento di natura contrattuale.

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Giurisprudenza Sentenze sul condominio 

IMMOBILI ABUSIVI

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno fatto chiarezza sulla portata della nullità degli atti aventi ad oggetto immobili abusivi Un immobile è incommerciabile e il relativo atto di trasferimento è nullo se: Il venditore non dichiari in atto in forza di quale titolo è stato costruito l’immobile che intende alienare, avendo cura di riportare gli estremi completi del titolo stesso (ad es. Comune che lo ha rilasciato, data e numero di protocollo); Il venditore dichiari che l’immobile è stato costruito in forza di un titolo abilitativo che poi…

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Ambiente Giurisprudenza 

L’amministratore è responsabile per lo smaltimento dei rifiuti

Nel contratto di appalto per il superbonus edilizio del 110%, anche per le ristrutturazioni edilizie eseguite in zona sismica, l’amministratore condominiale è responsabile penalmente degli illeciti depositi e smaltimenti dei rifiuti pericolosi provenienti dalle attività del cantiere. La Cassazione nella sentenza 8498/2021 ha dichiarato inammissibile, condannandola a pagare euro tremila alla cassa delle ammende e, parzialmente, le spese di giudizio della parte civile, il ricorso di un’amministratrice condominiale avverso una sentenza che l’aveva condannata per il reato di smaltimento illecito di rifiuti.

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L’amministratore cessato dalla carica non può percepire un compenso se c’è la volontà contraria dell’assemblea

Secondo la Corte di Cassazione con ordinanza n. 12120, pubblicata in data 17 maggio 2018, il permanere dei poteri gestori in capo all’amministratore congedatosi per dimissioni ovvero per scadenza del termine annuale di cui all’art. 1129 Cc, risponde ad esigenze di interesse del condominio alla consequenzialità nella gestione dell’immobile e nella presunzione di una conforme volontà dei condòmini. Tuttavia, quando la volontà degli stessi risulti contraria alla permanenza di tali poteri in favore dell’amministratore uscente, questi non avrà diritto ad alcun compenso. In altre termini, i compiti dell’amministratore cessato dalla carica e, pertanto, in…

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