Nuova Imu: per Federproprietà la pressione fiscale non deve intaccare il valore patrimoniale dell’immobile

Nell’audizione dell’11 luglio scorso dinanzi alla sesta commissione Finanze della Camera per l’indagine conoscitiva sulla proposta di Legge recante l’“Istituzione dell’imposta municipale sugli immobili” (la nuova Imu) FEDERPROPRIETA’, presieduta dall’on. Massimo Anderson, ha ricordato di aver già avanzato una serie di proposte. Nello specifico dell’ipotesi di una unificazione dell’Imu con la Tasi nella cosiddetta “nuova Imu” FEDERPROPRIETÀ prende atto delle buone intenzioni dei progetti, valutando pertanto positivamente lo sforzo di “semplificare e ricondurre ad un unico testo normativo la disciplina dell’imposizione diretta locale”. Quello che interessa di più ai cittadini, osserva FEDERPROPRIETÀ, è di avere assicurazioni che la pressione fiscale locale resti nei limiti di importi che non intacchino il valore patrimoniale dell’immobile, tenendo presente che le famiglie italiane e le imprese hanno versato, dal 2012, circa 150 miliardi di euro tra Imu e Tasi, passando dai 9 miliardi di euro dell’Ici ai 21 miliardi attuali di Imu e Tasi. Pur apprezzando la validità del progetto, l’associazione dei proprietari di case, che opera da 75 anni sul territorio, ha segnalato alcune criticità che, se non risolte, farebbero risultare inadeguati o beffardi i risultati dell’operazione.

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