Imu: retromarcia del governo, può saltare la stretta fiscale. Anderson: grazie all’opposizione dei proprietari

Il governo giallorosso ha provato a inasprire i controlli sulle abitazioni per verificare il pagamento dell’imposta in modo più approfondito, ma ha dovuto rinunciarci — sottolinea l’on. Massimo Anderson, presidente di Federproprietà — anche per la ferma opposizione delle associazioni che rappresentano i proprietari immobiliari. Di fatto — scrive il Giornale — la mossa della maggioranza è orientata per uno stop alle finte “prime case”, marchingegno ideato per evitare il pagamento dell’Imu sulle seconde abitazioni. Con un emendamento dei relatori alla manovra – depositato in commissione Bilancio del Senato – si interviene sulle cosiddette case turistiche, che spesso vengono dichiarate al fisco come abitazioni principali con lo spostamento fittizio della residenza di uno dei due coniugi. Ogni nucleo familiare potrà indicare una sola abitazione principale. Fin qui i fatti. Ma la mossa dell’esecutivo ha immediatamente scatenato la reazione delle opposizioni: “Le clausole di salvaguardia da 23 miliardi, inoltre, sono state coperte facendo maggior deficit, e nel 2021 ci saranno più tasse per 26 miliardi. Non solo: arriva da subito una nuova, doppia patrimoniale sulla casa, perchè le famiglie non potranno più avere due abitazioni esenti dall’Imu in due Comuni diversi ed è prevista una stretta sul computo delle variazioni catastali”, ha affermato la capogruppo al Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini. E sulla vicenda che sta agitando non poco le acque del governo è intervenuto anche il ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri. Intervenendo a In Mezz’Ora su Rai Tre, il titolare del Mef ha lasciato intendere che anche in questo caso il governo sceglierà la retromarcia: “Penso che daremo parere negativo a questo emendamento ma dovremo esaminarlo, questo non è un emendamento del governo. Stiamo parlando di un emendamento del relatore che vuole adeguare il regime delle regole alle sentenze della Cassazione che si può avere solo una prima casa – ha spiegato – ci sono anche fenomeni di false doppie prime case, ma bisogna assolutamente evitare di colpire famiglie che ad esempio legittimamente lavorano in posti diversi”. Dunque — continua il Giornale — ancora una volta l’esecutivo prova a rimangiarsi un provvedimento che avrebbe colpito e non poco i proprietari di casa che di fatto ormai vivono la loro abitazione come una sorta di bene di lusso. La casa infatti è diventata una sorta di “bancomat” per il governo che per riempire le casse va a determinare una pressione fiscale maggiore sui proprietari che da anni pagano imposte salate sugli appartamenti.

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